ISOERITROLISI NEONATALE (MEN)

 

Per molti anni, si è avuto il triste fenomeno di assistere ad una mortalità neonatale dei cuccioli nei primi giorni seguenti al parto, senza avere una causa o una motivazione derivante da problemi fisici della gatta.
Ciò avveniva, nonostante la gatta in questione fosse sana e producesse abbondante nutrimento per i propri cuccioli.
Gli allevatori, perplessi, credevano che ciò, diverso da razza a razza, fosse dovuto a qualche infezione (FELV, FIV…) rimasta inosservata o a incompatibilità tra la fattrice e lo stallone con cui era stata fatta accoppiare.
Ma anche una volta sostituito lo stallone, la situazione non manifestava grossi cambiamenti.
Intorno agli anni ’90, grazie ad uno studioso in materia dell’università della Pennsylvania, si scoprì che la causa di tutto ciò era la incompatibilità del gruppo sanguigno tra la madre e i suoi cuccioli.

Nel gatto abbiamo due principali gruppi sanguigni: il GRUPPO A e il GRUPPO B.
Il gruppo A è dominante rispetto al gruppo B.
In questo modo abbiamo tre possibili gruppi sanguigni combinando i due gruppi principali: un gatto può
Essere di tipo B (omozigote recessivo); di tipo A che porta il tipo B (eterozigote); A puro (omozigote dominante).
Abbiamo anche il gruppo AB, gruppo raro e ancora poco conosciuto che, come sembrerebbe a occhio, non è affatto la combinazione del gruppo A con il gruppo B (come accade nell’uomo che eredita entrambi i gruppi separatamente da ognuno dei genitori) ma è di tipo A che porta il tipo B.
Per il fatto che ancora non si sa come si comporti esattamente al momento viene ignorato, prendendo in esame solo i tre gruppi principali.
Naturalmente, a differenza dei gruppi sanguigni umani, nel gatto non esiste il gruppo 0.

Gli individui di gruppo A (tipo dominante) non producono anticorpi contro il sangue di tipo B.
Quelli di tipo AB non producono anch’essi anticorpi contro nessuno degli altri diversi gruppi sanguigni.
Gli individui di tipo B producono invece potenti anticorpi contro il sangue del gruppo A.

Questo è ciò di cui un allevatore deve preoccuparsi quando desidera far accoppiare una delle sue fattrici, onde evitare che ci siano delle serie conseguenze sulla cucciolata in arrivo.
Questa situazione è quella che si può definire come “Incompatibilità dei tipi di sangue tra la fattrice e i suoi cuccioli”.

La preoccupazione principale riguarda la mortalità dei gattini di tipo A nati da una fattrice di tipo B.
Come già accennato prima, i gatti di tipo B producono anticorpi contro il gruppo A. Ebbene questi anticorpi sono presenti in quantità molto elevata nel colostro di una fattrice di tipo B.
Quando il cucciolo, nelle prime ore di vita, succhia e ingerisce il colostro gli anticorpi, passando attraverso l’intestino, raggiungono il flusso sanguigno del cucciolo.

Se il cucciolo ha il gruppo sanguigno di tipo A, gli anticorpi, raggiunta la cellula sanguigna, reagiscono con le proteine che compongono le emazie ( globuli rossi) e le distruggono.

Questo processo è chiamato ISOERITROLISI NEONATALE O MEN( MALATTIA EMOLITICA NEONATALE).

Questo processo porta a un’anemia acuta, a cui si aggiungono evidenti segni di ittero, perché il fegato del cucciolo, ancora immaturo, fa fatica ad eliminare le cellule sanguigne morte.

La distruzione dei globuli rossi (che hanno il compito importante di veicolare l’ossigeno al resto del corpo) e la conseguente anemia provocano una necrosi (morte del tessuto) degli organi vitali interni del cucciolo e/o delle estremità ad esempio la punta della coda o delle orecchie.
Un segno tipico della MEN saranno le urine di colore marrone scuro o rosso, dovute all’escrezione (eliminazione) delle cellule morte del sangue. Può svilupparsi anche una Encefalopatia (danni di diverso tipo al cervello) irreversibile.

La gravità della malattia si manifesta in modo diverso da cucciolo a cucciolo.
Alcuni sono gravemente malati e muoiono.Alcuni, che dovrebbero essere malati, sembrano essere sani.

I sintomi possono essere:

- Ittero e morte entro i primi due giorni di vita.
- Il cucciolo può sopravvivere ma la punta della coda va in necrosi e cade tra i 10 e i 14 gg di vita.
- In casi rari, può non esserci nessun segno evidente della malattia.

Può anche accadere che ci siano danni agli organi interni del cucciolo, senza che questi si manifestino, e il cucciolo apparentemente sano, muore improvvisamente ad alcune settimane di vita.

La sensibilità del cucciolo verso gli anticorpi materni è più alta nelle prime 16/48 ore di vita, per cui, passato questo lasso di tempo, l’intestino del cucciolo diventa impermeabile agli anticorpi, che quindi non avranno la possibilità di attraversarlo per raggiungere la circolazione sanguigna e provocare danni.

Per questo è sconsigliabile che cuccioli di gruppo A, abbiano la possibilità di nutrirsi dalla madre, se di gruppo B, nelle prime 16/48 ore dalla nascita.
Alcuni consigliano di prolungare l’astensione dal latte materno fino a 72 ore.
Per cui, onde evitare problemi, è meglio per scrupolo che un allevatore aspetti almeno 72 ore prima di ricongiungere i cuccioli alla mamma.

Per ovviare a ciò ci si può rivolgere ad un’altra fattrice di tipo A che abbia appena partorito o in alternativa si può ricorrere all’allattamento artificiale.

C’è anche una remota possibilità, che le fattrici di tipo B, accoppiate ad uno stallone di tipo A, possano andare incontro all’inconcepimento o al riassorbimento precoce se gravide.

Alcune fattrici, invece, sembra che non riescano a portare avanti la gravidanza e abortiscono spontaneamente a 6/8 settimane di gestazione.

Non è chiaro a tutt’oggi cosa causi questa perdita prenatale, ma, uno dei motivi che giustificherebbero il verificarsi dell’eventualità, sembrerebbe essere la possibilità che gli anticorpi riescano a ad attraversare la placenta e causare la morte dei cuccioli con gruppo sanguigno incompatibile.

Conoscere il gruppo sanguigno di ogni fattrice del proprio allevamento è l’unica via per evitare casi di MEN.

Le fattrici di gruppo B se accoppiate con maschi di gruppo B, produrranno solo cuccioli di gruppo B quindi non ci sarà nessun rischio o incompatibilità.
Se lo stallone è invece di gruppo A o AB, ci sarà una elevata possibilità che nascano cuccioli di gruppo A, che andranno incontro a eritrolisi se non gli si impedirà di nutrirsi dalla madre nelle prime 16/48 ore di vita.

E rimane comunque il rischio che, passato questo periodo di separazione, la madre non riconosca più i piccoli come figli suoi e li rifiuti.

Testo di Elisa Faedda